Un video intervista di Soairse per Dazed & Confused magazine, il video lo trovate qui sotto. Buon divertimento! Fonte
Un video intervista di Soairse per Dazed & Confused magazine, il video lo trovate qui sotto. Buon divertimento! Fonte
Intervista di Saoirse con Mria Quiban per la FOX di Los Angeles con la videochat di Google per parlare di The Host. Qui sotto trovate il video. Fonte
Nuova intervista di Jake Abel con Jason Lamphier di Bullett Media. Qui sotto trovate due nuove foto dallo shoot per Bullett di Jake e un interessenate intervista dove parla di The Host, dell’audizione che fece per Edward Cullen in Twilight e anche del suo nuovo film “Percy Jackson: il mare dei mostri”. Buona lettura!

Jake Abel su ‘The Host’ e la gaffe per l’audizione di Edward Cullen
“La preparazione è una cosa, ma la pianificazione è un’altra che un attore dovrebbe evitare“, dice Jake Abel, che spiega come ha trovato la sua vocazione, mentre prendeva lezioni di recitazione al Charleston Stage theater in South Carolina. “E’ tutta una questione di potenziamento e di essere pronto ad accettare qualsiasi cosa, e, infine, di essere pronti a fallire.” Il fallimento, però, non sarà una parte del vocabolario di Abel nel 2013, un anno fissato per spingere il 25enne nato in Ohio in YA nel territorio da rubacuori. Il mese di marzo, comparirà sullo schermo in un bizzarro triangolo amoroso con Saoirse Ronan e Max Irons in The Host, adattamento di Andrew Niccol del romanzo bestseller di fantascienza dell’autrice di Twilight, Stephenie Meyer. Abel interpreta Ian, uno degli ultimi sopravvissuti umani sulla Terra post-apocalittica, e l’oggetto di affetto per Wanda (Ronan), un membro di una razza aliena parassita che ha invaso il corpo di Melanie (sempre Ronan), una ragazza giovane innamorata di altro uomo (Irons).Un diavolo per capello,si ma Abel insiste che la reale complessità di The Host sta nelle ramificazioni della sua acquisizione extraterrestre. “La cosa di questi alieni è che sono in realtà non violenti,” dice. “Non c’è nessuna guerra, nessuna fame, nessun debito, nessuna recessione. Tutto si basa sulla fiducia e amore, ma a costo di questi prendono il nostro corpo e, potenzialmente, rendendoci puliti “Nel mese di agosto, Abel sarà in un altro adattamento, vestirà i panni di Luke nel fantasy greco-mito Percy Jackson: il mare dei mostri, il sequel del box office del tormentone del 2010, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini.
Sei presente nell’attesissimo nuovo film del regista Andrew Niccol, The Host. Parlami del tuo personaggio.
Ian è uno degli ultimi superstiti umani. Lui e suo fratello erano scappati per non essere catturati, trovando la loro via d’uscita in questo rifugio sicuro. Ogni giorno è una specie di lotta per la sopravvivenza, e poi quando l’invasore alieno di Saoirse Ronan, Wanda, viene portato nella grotta,passa attraverso delle dinamiche ormai andate. Tutta la politica cambia, mi innamoro in fretta di lei perché vedo quanto è compassionevole, ciò che non abbiamo mai pensato che questi alieni potessero avere. (continua…)
Saoirse Ronan e Max Irons intervistati da Golden Globes YouTube Channel, parlano di The Host, e della sfide dei loro personaggi e ciò che rende i libri della Meyer così popolari.
Max ha parlato con Moviefone di Saoirse, del audizione per il The Host, di suo padere e tanto altro. Qui sotto trovate la traduzione dell’intervista. Buona lettura!
Moviefone: Conoscevi già Saoirse prima di fare questo film, giusto?
Max Irons: Avevamo una parte insieme in un film che non è mai stato finito per una ragione o per l’altra. Siamo passati attraverso un processo piuttosto stressante del provino insieme quando aveva circa 14 anni. E’ stato fondamentalmente un Principe Azzurro e una sorta di Cenerentola e cose simili. Tra te e me, penso che siamo tutti abbastanza contenti che non abbia funzionato. Non era la migliore sceneggiatura che abbia letto.
Hai detto che sei esploso all’audizione per The Host?
Sì, l’ho fatto. Accade spesso per quelli che realmente interessano. Continuavo a dimenticare le mie battute, lebattute che conoscevo da settimane e settimane. Ma poi ha iniziato a funzionare e ci fu un vero e proprio … Non voglio dire chimica, ma era facile lavorare con Saoirse, era molto naturale. Lei è così illimitatamente talentuosa e la sua intelligenza emotiva è incredibilmente alta. Ho tirato fuori un ottimo feeling nonostante ho distrutto i primi 10 minuti del provino. (continua…)
Nuova intervista alla “mamma” di The Host, Stephenie Meyer per Vulture. La Meyer ha una fissazione per gli occhi dei suoi personaggi? Leggete quì di seguito.
Il film The Host di Stephenie Meyer presenta un mondo di alieni, e non di vampiri. E la love story, a differenza di Twilight, non è un triangolo amoroso, ma più un quadrilatero, o un parallelepipedo, perché uno dei corpi coinvolti ospita in realtà due persone – un’umana e un’aliena che le ha rubato il corpo, entrambe interpretate da Saoirse Ronan. (E’ complicato.) La Meyer ha chiacchierato con quelli di Vulture del suo progetto di lasciar perdere Twilight, dell’immagine mentale del proprio corpo e della sue fantasie su James McAvoy.
V: Hai un’ossessione per gli occhi? Sia in Twilight che in The Host i tuoi personaggi si ritrovano con occhi che brillano in modo strano.
SM: Non lo so! Sembra che accada spesso, vero? Non lo faccio in modo consapevole, devo esserne davvero appassionata. Mio fratello è un oculista, quindi mi ricollego a questo fatto. Ma nel momento in cui sono tutti costretti a indossare quelle tremende lenti a contatto che rendono tutti infelici mi sento in colpa. Sebbene in questo caso, in The Host, non sia proprio colpa mia. Nel libro gli occhi non risultano così evidenti, anche perchè così sarebbe stato più facile per gli alieni invadere la Terra. Solo quando gli occhi vengono colpiti da un fascio di luce si coglie la differenza, per via degli strani riflessi che gli occhi alieni generano. Ma Andrew [Niccol, il regista] voleva qualcosa di più pronunciato, quindi la colpa è sua. Ed è stata dura, con tutte quelle tempeste di sabbia nel deserto. Avevamo tecnici là fuori che si preoccupavano di mantenere le lenti sempre umide con del collirio, e ciò rallentava la produzione. Ci eravamo già passati con Twilight, tanti anni fatti di lenti a contatto e dolore, di pianti e di angoscia. Si pensa che uno debba imparare dai propri errori, e invece! (continua…)